lunedì, giugno 26, 2006

DIRITTO PUBBLICO, DOVERE PRIVATO


Alla facoltà di Economia e Commercio c'era l'esame di Diritto Pubblico, obbligatorio, e ritenuto da quasi tutti il più facile del primo anno. Io pensai bene di lasciarlo da parte e lo provai verso il terzo anno. Uso il verbo "provare" un esame perchè adesso mi rendo conto che in effetti tutti gli esami li ho prima "provati" e poi studiati per bene, almeno la metà, dell'altra metà ho passato la prova al primo colpo, spesso per culo. Successe che mi si interrogò in una giornata, anzi in una sessione, in cui bocciavano la maggioranza degli studenti. Probabilmente perchè si erano stufati (i prof) di essere titolari di una materia che nessuno si fumava più di tanto. Dovevo "provarlo" il primo anno sto esame...
Alla fine dell'interrogazione mi proposero 18. Sarebbe stato il mio primo 18, 19 già l'avevo preso, ma 18 no. Cosa feci? Lo rifiutai... Ah L'orgoglio....
Allora studiai bene, almeno 2 mesi, ritentai l'esame e dopo l'orale mi proposero 20. "ma vaffanculo" pensai tra me e me, un vaffanculo rivolto più a me che al prof, in verità.
Presi il 20 perchè va bene farsi del male, ma senza esagerare.
Quindi io la costituzione non la voglio cambiare, ho il terrore che dopo il referendum mi telefoni la segreteria della Lega Nord per dirmi che, d'accordo con il dipartimento di diritto dell'Università, si è ritenuto che io debba risostenere il famigerato esame.
Quindi per me votare NO al Referendum è piuttosto un dovere e una necessità, prima che un atto di buon senso.

1 commento:

diderot ha detto...

non ci avevo pensato!